Scuola, università e leggi razziali. Una riflessione storico-educativa sulle leggi razziali in Italia tra storia, storie, testimonianza e autobiografia.

2019-02-04

Nella ricorrenza dell’ottantesimo anniversario, appena trascorso, della promulgazione delle leggi razziali del governo fascista (1938), il numero 2/2019 della Rivista di Storia dell’Educazione intende dedicare la sezione monografica al tema del rapporto fra scuola e leggi razziali. L’obbiettivo è quello di focalizzare la molteplicità e la complessità delle implicazioni storico-educative che, a partire da questa drammatica legislazione, hanno coinvolto in primo luogo la scuola, istituzione ritenuta di centrale importanza nell’ideologia totalitaria del regime fascista, alla quale affidare il compito essenziale di plasmare le coscienze individuali all’interno di una ideologia profondamente intrisa di componenti razziste. Disposizioni legislative, accuratamente preparate negli anni precedenti al 1938 dal regime fascista e che hanno segnato, come sappiamo, l’inizio delle persecuzioni del mondo ebraico italiano e la distruzione definitiva, da parte del fascismo, dell’Italia nata dal Risorgimento e fondata sull’uguaglianza dei suoi cittadini.

Già nel corso dell’anno scolastico 1938/39 gli studenti ebrei non furono ammessi a scuola. Vennero così espulsi dagli istituti pubblici 96 professori universitari e 193 assistenti; 279 presidi e professori di scuola media; più di 100 maestri di scuola elementare; 200 liberi docenti; 114 autori di libri di testo, anch’essi sottoposti a censura ed eliminazione dalle scuole pubbliche; 5.400 studenti elementari e medi; 200 studenti universitari. Accolti dalle scuole ebraiche che sorgeranno velocemente, nelle principali città italiane, i cittadini italiani ebrei non potranno – fino alla caduta del regime fascista- entrare nelle scuole pubbliche, nelle biblioteche, né sedere accanto ai compagni “ariani” in occasione degli esami di fine anno sostenuti da esterni, come racconta Lia Levi nel suo romanzo autobiografico Questa sera è già domani (2018). Una feroce esclusione quella subita dai cittadini italiani di origine ebraica, che presenta ancora tanti ambiti di riflessione storico-educativa poco arati e che, in questo momento storico, ossia quello della nostra contemporaneità, ci sembra urgente approfondire. Infatti, nonostante già da tempo la nozione di ‘razza’ sia stata destituita di valore dalle scienze biologiche e antropologiche che ne hanno dimostrato l’infondatezza, ancora oggi assistiamo a forme di intolleranza e di violenza nei confronti di collettività che vengono considerate ‘altre’ e trattate come fossero umanità diverse. In questo momento storico, così, ci sembra prezioso che la ricerca storico-educativa possa evocare e ribadire la sua dimensione militante riflettendo sui grandi temi storici dell’esclusione, del razzismo, delle persecuzioni.

Le proposte di contributi possono essere avanzate sulla base delle seguenti linee tematiche:

  1. Scuola e leggi razziali
  2. Università e leggi razziali
  3. Vita scolastica e pratiche di razzismo
  4. Libri di testo e razzismo
  5. La propaganda razzista a scuola
  6. Insegnanti e leggi razziali
  7. Vissuti educativi: storie di vita, autobiografie, testimonianze
  8. Pratiche di razzismo in contesti educativi non scolastici
  9. Razzismi e ideologie razziste, teorie razziste

Scadenza presentazione abstract: 3 marzo 2019 (max 400 parole + breve curriculum)

Risposta per accettazione proposta: 24 marzo 2019

Scadenza presentazione saggi definitivi (piattaforma RSE): 31 luglio 2019

Indirizzo e.mail per le proposte: francesca.borruso@uniroma3.it e pietro.causarano@unifi.it

RSE home page: https://www.rivistadistoriadelleducazione.it/index.php/RSE